Visualizzazione post con etichetta ALIMENTAZIONE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ALIMENTAZIONE. Mostra tutti i post

venerdì 27 aprile 2012

Mangiano meglio i bambini liberi di pasticciare nel piatto


Mangiano meglio i bambini
liberi di pasticciare nel piatto

 

Come rendere lo svezzamento un periodo sereno e persino «educativo»

 

MILANO - Chi fa da sé non solo fa per tre, come dice il proverbio, ma impara meglio. Lo dimostra un recente studio condotto su 155 bambini dai 20 mesi ai 6 anni e mezzo, recentemente pubblicato da BMJ Open. «Se all'inizio dello svezzamento — spiegano Ellen Townsend e Nicola Pitchford, dell'Università inglese di Nottingham, autori dello studio — si lascia che i bambini mangino da soli pasticciando con il cibo, senza paura di macchie e guai vari, si è visto che imparano a gustare di più quello che hanno nel piatto, ad amare alimenti più sani e a saziarsi prima rispetto ai piccoli ai quali il cibo, ridotto a pappe e purea, viene dato con il cucchiaino dalle mamme».
LO STUDIO - Townsend e Pitchford hanno condotto la loro ricerca chiedendo ai genitori di rispondere a un dettagliato questionario sulle modalità di svezzamento e le preferenze alimentari dei figli. I ricercatori hanno così osservato che nella maggioranza dei casi i genitori (almeno quelli inglesi) facevano istintivamente le scelte che si sono poi rivelate giuste, lasciando che i piccoli si nutrissero da soli, con cibi adatti a loro, ma non ridotti in purea. E questo ha comportato non pochi vantaggi: i bambini cui era consentito di far tutto da soli, di sporcarsi e di mangiare anche cibi "solidi", da grandicelli rivelavano una preferenza per alimenti come pane, pasta, riso. Quelli che invece venivano imboccati dai genitori con pappine varie amavano soprattutto i gusti dolci, nonostante la loro dieta fosse mediamente più varia e composta con migliori mix di verdura, frutta, carboidrati e proteine. E c'è di più: i piccoli che mangiavano da soli sono risultati, negli anni successivi, meno soggetti a sovrappeso e obesità. Una differenza, questa, non spiegata dal peso alla nascita, da fattori socioeconomici o dall'eventuale obesità dei genitori (tutti elementi che contano per l'indice di massa corporea dei bambini, ma che nella ricerca sono stati "scontati" come possibili fattori di confusione).
MANI NELLA PAPPA - Secondo i ricercatori, quindi, le modalità di svezzamento avevano avuto un ruolo non secondario. «Lo studio è interessante, ma è difficile trarre indicazioni definitive sugli effetti delle modalità di svezzamento in relazione al sovrappeso — osserva Claudio Maffeis, pediatra dell'Università di Verona esperto in nutrizione infantile —. I bambini studiati erano già grandicelli e un'alimentazione prevalentemente a pappe dopo i 18-24 mesi, come quella seguita da alcuni dei piccoli inglesi, non è consueta: gli alimenti semisolidi vanno introdotti fra i 6 e i 12 mesi, poi bisogna rendere il pasto del bambino man mano sempre più simile a quello dell'adulto. Detto ciò, è senza dubbio vero che lasciar pasticciare i bambini con il cibo è molto utile fin dal periodo delle pappe: mettere le mani nel piatto proprio e in quello dei "grandi" è un istinto naturale da non reprimere. Sperimentare e "giocare" con i cibi è il modo migliore per far sì che si instauri un rapporto sano ed equilibrato nei confronti del l'alimentazione».
ABITUDINI - Aggiunge Ellen Townsend: «Masticare un pezzetto di carne consente di apprezzarne la consistenza; lo stesso alimento ridotto in purea non ha il medesimo effetto sul senso di sazietà, sul gusto, sulla gratificazione. E apprezzare appieno i cibi comporta di solito una minor tendenza ad abbuffarsi che viene acquisita una volta per tutte». Conclude Maffeis: «Lasciare che il bimbo mangi da solo è importante perché acquisti autonomia, al di là dei possibili effetti sul peso e sulle scelte alimentari future. Su questi fattori, a mio parere, incidono di più le abitudini familiari: i bambini imparano per imitazione e se in tavola arrivano cibi vari e sani sarà per loro naturale, poi, non eccedere con le porzioni, o con alimenti poco salutari».
Alice Vigna – Corriere della sera: http://www.corriere.it/salute/nutrizione/12_aprile_27/svezzamento-meli_1e8960b4-5718-11e1-a6d2-3f65acf5f759.shtml

martedì 24 aprile 2012

Con un bel poster la verdura piace di più


CON UN BEL POSTER LA VERDURA PIACE DI PIU'

 Stratagemmi per abituare i bambini alla dieta

 

Se il vostro bambino disdegna verdure e legumi potete ricorrere a un trattamento subliminale, appendendo un bel poster di ortaggi colorati in cucina. Dopo averlo avuto sotto gli occhi per un po’ di tempo, i suoi gusti cambieranno: lo dice uno studio pubblicato su Jama Journal of American Medical Association da ricercatori della Minnesota University di Minneapolis, che in questo modo sono riusciti a triplicare il consumo di carote e piselli fra gli alunni di una scuola elementare della cittadina di Richfield.
LO STUDIO - Lo studio ha confrontato il comportamento alimentare degli scolari in due giorni scelti a caso (7 febbraio e 9 maggio 2011) nei quali è stato servito il medesimo menu, ma solo il primo giorno era stato appeso sulle pareti della mensa un poster di frutta con bellissime carote in evidenza. In entrambi i giorni gli scolari erano liberi di scegliere anche mele grattugiate o fette d’arancia al posto delle verdure. I calcoli sono poi stati fatti sottraendo la quantità di verdure consumate da quelle dispensate, tenendo conto anche di quelle lasciata nei piatti, sui tavoli e per terra dopo che i bambini avevano lasciato la mensa. Dividendo gli avanzi per il numero effettivo dei convitati di ogni giorno è stato possibile risalire al consumo pro capite nei due giorni. Quello dei piselli è aumentato dal 6,3 al 14,8% e quello delle carote dall’11,6 al 36,8%, un incremento risultato statisticamente significativo.
IL METODO - Il metodo individuato dai ricercatori di Minneapolis non richiede certo un particolare training e fa risparmiare tempo e denaro rispetto a più costose sessioni di apprendimento per classi raggruppate con uno psicologo e l’eventuale coinvolgimento dei genitori. L’esperimento ha preso il via dalle raccomandazioni impartite dal governo USA per abituare i bambini fin da piccoli a un maggior consumo di frutta e verdura, che in questa fascia d’età risulta insufficiente con pesanti ricadute sulla salute generale contribuendo all’epidemia di obesità infantile che ha colpito gli Stati Uniti.
IL CASO DEL CANADA - Nel vicino Canada le cose non vanno meglio e uno studio su 94 mila adulti (18-69 anni) della Concordia University pubblicato su Nutrition Journal ha corretto il luogo comune secondo cui una mela al giorno leva il medico di torno: di mele infatti ce ne vorrebbero almeno cinque per evitare il rischio di diabete, ictus, obesità e ipertensione. A mangiar meno frutta e verdura sarebbero i canadesi meno istruiti e più poveri, mentre quelli agiati e con un livello di istruzione più elevato arrivano più o meno a 5 volte al giorno, preferendo mele e carote. In generale le donne ne mangiano più dei maschi (5,4 volte in confronto a 4,5) e il maggior consumo si registra fra chi ha una più forte rete sociale di amicizie.
GLI UOMINI E I MENO RICCHI - A non raggiungere la quota giornaliera raccomandata sono soprattutto i maschi, ma, indipendentemente dal sesso, anche chi è single, non ha figli, fuma e ha un’età attorno ai quarant’anni. I risultati indicano, concludono gli autori, che nonostante le campagne di sensibilizzazione finora svolte occorre incentivare il consumo di frutta e verdura soprattutto nelle classi meno abbienti. Chissà se regalando anche ai canadesi meno abbienti un bel poster da mettere in cucina, si potrebbero ottenere gli stessi risultati riportati nella scuola di Minneapolis.
Cesare Peccarisi – Corriere della sera: http://www.corriere.it/salute/nutrizione/12_aprile_22/poster-verdure-bambini-peccarisi_2fd9c15a-66b9-11e1-a7b0-749eb32f5577.shtml

 

Mangio di tutto



Pollo, patate, spinaci e prosciutto
Mi sento bene se mangio
tutto.
Occhio di falco con le
vitamine,
Forza di tigre con le
proteine.
Latte e formaggio fan le ossa più dure,,
pancia più sveglia con le fibre e
verdure
Miele, insalata, bistecca e poi soia,
Mangio di tutto e niente mi annoia!

I legumi



Sono semi di tanti
formati
crudi o cotti van mangiati
sono molto nutrienti
Fanno bene alle ossa e ai
denti